domenica 7 agosto 2011

Luglio 1985. L'incontro con il Dalai Lama

Una delle tappe sarà Pomaia, avevo un amico, Luciano Falzoni di Massalombarda dove mi trasferii rilevando un'attività nel maggio del 1979, che era entrato nel monastero Tibetano di Pomaia località Santa Luce, che un giorno mi chiamò mentre vivevo a Lugano chiedendomi ospitalità per una notte, ci sarebbe stato con lui anche Massimo Moretti, anche lui praticante il monastero. 
Avrebbero dovuto raggiungere il Dalai Lama a Zurigo, così li accolsi a casa mia, mi sentti coinvolto in prima persona per cui li accompagnai a questa iniziazione, certamente cercai di distogliermi da tutti i miei impegni di lavoro per poter partecipare anch'io, quando avrei mai potuto avere un'occasione così a portata di mano, quando mai avrei potuto avere un'altra occasione come questa, dovevo assolutamente partecipare e incontrare il Dalai Lama. Incontrai il Dalai Lama nel luglio del 1985 a Richo, un villaggio tibetano, esuli dalla rivoluzione cinese del 1956, a nord di Zurigo, e vicino a Whintertur. In occasione di un'iniziazione con il Kalachacra (la ruota della vita). 


 L'evento durò due settimane, eravamo in duecento persone a partecipare, in quell'occasione era presente anche Richard Gere che riprendeva l'avvenimento con la sua telecamera. Questa esperienza mi ha illuminato di luce pura e mi ha riportato alle mie origini cristiane, su invito del Dalai Lama, che ci invitò a tutti noi occidentali di riscoprire la nostra religione di origine, in quanto fortunati per essere ad un livello di esperienza superiore alla loro, avendo già sperimentato il benessere; per cui il vantaggio di avere potuto provare ogni 
cosa terrena era fondamentale per continuare a coltivare quel credo religioso.
 La stessa luce che usciva dagli occhi del Dalay Lama la incontrai negli occhi di Giovanni Paolo II in occasione di una visita nella Basilica di San Pietro, i suoi occhi si soffermarono su di me, egli era affaticato, già sofferente poggiava sul bastone, mi sorrise, ed io fui investito di quella sua luce, mi commossi mentre i miei occhi grondavano di lacrime, mi aveva comunicato la sua sofferenza in beatitudine, avrò l'occasione di essere presente con questa camminata proprio per la Sua Beatificazione il 1° maggio. 




L'anno successivo Giovanni Paolo II avrebbe incontrato il 4 ottobre 1986 il giorno di San Francesco tutte le 
religioni del mondo ad Assisi.
Il Kalachakra


Il MANDALA 


 In quell'occasione durante l'Iniziazione del Kalachacra conobbi la vaquità, tutto c'è e nulla permane, la gioventù, la bellezza, le nostre passioni, tutto si trasforma, tutto muta, mentre non muta il nostro essere interiore che continua ad emettere luce per sempre. 


Dopo questa esperienza tornai a Lugano e mi recai in una libreria delle Paoline in centro acquistando tutto quello che ho trovato di e su San Francesco. Riacquistai il desiderio di riimergermi nella mia religione. .Lo  svizzero ebreo con cui ero socio,  approfittò della mia ingenuità e tra dì la   mia fiducia,
Giovanni Paolo II incontra le religioni di 
tutto il mondo
una grande apertura della 

Chiesa alla diversità
per truffarmi, dovetti rientrare in Italia  dai miei, con un forte esaurimento e una forte depressione per iltradimento subito.
Non riuscivo più a dormire,  passai 9 giorni senza poter chiudere occhio, le mie pupille erano dilatate, non reagivano più alla luce, il medico di famiglia mi fece fare degli esami a mia insaputa se facevo uso di droghe, il risultato fu negativo. Di mia spontanea volontà mi feci ricoverare nella Clinica per malattie mentali vicino a casa mia, Villa Cristina per farmi la cura del sonno. 




In quell'occasione entrai in contatto con realtà molto più difficili della mia, pregavo continuamente, i dettagli sono descritti sul libro autobiografico che stò ultimando. 
         
Giovanni Paolo II con Romano Prodi 




Giovanni Paolo II Assisi 27 ottobre 1986

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