martedì 2 agosto 2011

24 Febbraio del 1858 Cento anni prima della mia nascita da Lourdes (Francia) a Mussomeli (CL) mentre l'Italia si accinge ad Unificarsi con il contributi di Giuseppe Garibaldi


8ª apparizione. Mercoledì 24 febbraio 1858
Durante l’apparizione, d’un tratto i presenti videro il volto di Bernadette farsi triste, le lacrime le scorrevano sul viso, poi lasciò cadere le braccia come al giungere di una notizia dolorosa.
La Signora allora esclamò per tre volte: "Penitenza! Penitenza! Penitenza!" e fece ripetere ad alta voce queste parole alla ragazza.
 
9ª apparizione. Giovedì 25 febbraio 1858
Sulle rive del Gave erano presenti circa trecento persone. La Madonna disse a Bernadette: "Vai a bere e a lavarti alla fonte, e mangia dell'erba che è là".
Bernadette si guardò intorno ma non vedeva nessuna fonte. Pensò che la Vergine la mandasse al torrente e si incamminò in quella direzione.
La Madonna la fermò e le disse: "Non andare là, vai alla fonte che si trova qui", e le indicò il fondo della grotta.
Bernadette andò vicino alla roccia che le era stata indicata, cercò la fonte con lo sguardo ma non la trovò e, nel desiderio di compiacere la Signora, rivolse lo sguardo verso di lei per ricevere maggiori indicazioni. Ad un nuovo segnale, Bernadette si inginocchiò e scavando la terra con la mano, vi fece un buco. Improvvisamente il fondo di quella piccola cavità diventò umido e comparve dell'acqua che presto la riempì completamente.
Mescolata con la terra fangosa, Bernadette avvicinò l’acqua per tre volte alle labbra, non riuscendo a berla. Ma superando la sua naturale ripugnanza all'acqua sporca, la bevve, poi ne prese altra e se la passò sul viso, infangandosi tutta. Poi strappò qualche ciuffo d’erba e lo masticò a lungo. Tutti cominciarono a burlarsi di lei e a dire che era diventata matta. Bernadette rispose soltanto: "E’ per i peccatori"



Nel 1858 Camillo Benso conte di Cavour primo ministro del regno di Sardegna firma un accordo di mutua assistenza in caso di guerra con Napoleone III, detti i famosi patti di Plombieres. Il 26 aprile 1859 grazie a una serie di stratagemmi il Regno di Sardegna riesce a farsi dichiarare guerra dall'Austria attuando delle manovre militari lungo il fiume Ticino. La seconda guerra d'indipendenza italiana vede schierati da un lato la Francia e il regno di Sardegna e dall'altro l'Austria. Gli eserciti franco-piemontesi, guidati da Napoleone III, sconfiggono gli Austriaci nelle battaglie di Magenta, Solferino e San Martino. Successivamente però, Napoleone III abbandonò la guerra, temendo che il Piemonte si rafforzasse troppo, e cominciò ad avviare trattative con l'Austria, con la quale firmò l'armistizio il 20 luglio 1859, a Villafranca. L'anno successivo anche il Piemonte firmò la pace con l'Austria. La Francia acquisiva così la Savoia e Nizza, al Piemonte si annettevano la Lombardia, l'Emilia, e il Granducato di Toscana. Venezia rimane sotto il dominio austriaco e lo Stato Pontificio sotto il governo del Papa e il Regno delle due Sicilie sotto la monarchia assoluta dei Borbone. Intanto nel 1859 era morto Ferdinando II, re di Napoli, ed era salito al trono il figlio Francesco II. Il Piemonte mirava ai territori del meridione, ma voleva evitare di dichiarare una guerra che sarebbe stata un'aggressione ingiustificata; così incoraggiò segretamente un gruppo di volontari guidato da Giuseppe Garibaldi. Il 5 maggio 1860 Giuseppe Garibaldi salpa da Quarto, vicino a Genova con i suoi uomini e dà l'avvio alla Spedizione dei Mille. La spedizione di Garibaldi innesca il conflitto anche nel sud Italia e dopo una serie di guerre nel 1861 il regno sabaudo acquisisce il sud d'Italia; il 17 marzo 1861 il parlamento nazionale riunito a Torino (capitale del nuovo Stato), proclama Vittorio Emanuele II Re d'Italia.

 



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