lunedì 9 aprile 2012

Dal 31 marzo al 1 di Aprile di un anno fa, "unfiloperlitalia"


dal 31 marzo al primo aprile di un anno fa

Vincenzo e Franco Zanotto
Parto da Caselle Torinese, destinazione Palermo e in autobus per Marsala, da dove avrà inizio il mio cammino spirituale, unfiloperlitalia, senza un'euro in tasca, mi nutrirò di carità, provvidenza divina e amore di Dio. Il biglietto aereo lo ritirato Presso la Cisalpina di Ciriè il giorno prima, 30 marzo. Don Alessio Della Parrocchia  del Sacro Cuore di Savonera mi fornisce un pass da lui firmato  perchè potessi ricevere ospitalità per il riposo notturno nelle varie chiese o parrocchie o case di carità.
 Esattamente 47 anni prima, nella Chiesa di San Lorenzo Martire, ricevo i sacramenti della Prima Comunione e della Cresima, mi sento allora, all'età di sei anni un vero soldato di Cristo. Quarantasette anni fa, per iniziare il quarantotto, ovvero un quarantotto, una Rivoluzione, senz'armi ma con la fede dello Spirito.
Il mio ricordino della Prima Comunione e Santa Cresima
Il mio sbarco a Palermo
Stefano Parola del quotidiano de " La Repubblica" pubblica la mia partenza: http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/03/31/news/in_cammino_da_marsala_a_venaria_l_impresa_di_un_torinese_per_unire_l_italia-14337735/

"Voglio aiutare la nostra nazione a essere più unità e più solidale"

Ristorante "Il Colore del Vino" di Mara
di STEFANO PAROLA. (Vorrei vi soffermaste al nome ed al cognome del giornalista) Giustamente scrive 52 giorni, includendo il giorno della partenza in realtà le tappe diventano 53 come i miei anni, ripercorrerò la mia vita, attraverso il mio pellegrinaggio, anno dopo anno e tappa dopo tappa, un giorno per ogni anno della mia vita, come per ripercorrerla con intensità nello spirito e nel corpo. 53 anni, decorrono dalla mia nascita, 5+3 = 8, ovvero infinito, legato al mio cognome Zan otto, cognome
 per altro inventato. 

Padre Mario Genco
Avevo già preso contatto con Padre Mario Genco, dell'ordine degli Agostiniani Scalzi, custode della Chiesa dell'Itria di Marsala, generato nel Paese di Mussomeli (CL), per                                            .....................................sapere chi potesse benedire il mio cammino, mi suggerì la massima autorità ecclesiastica della Città di Marsala, l'Arciprete di Marsala Padre Pino Ponte, ovvero Giuseppe Ponte.  Padre Mario Genco si occupò negli anni precedenti alla ricerca di notizie di mio Zio Fra Nazzareno, per la sua                                                                       beatificazione il 20 giugno . del 2010 nel Santuario della Madonna di Valverde (CT), Fra Nazareno Scolaro (26 ottobre 1888), Agostiniano Scalzo Converso, anche lui trovatello come mio nonno paterno Vincenzo (19 settembre 1999), adottati insieme ad una sorella anch'ella trovatella Giovanna dal sacrestano della Chiesa della Matrice del paese di Mussomeli, nati a Mussomeli ma denunciata  la nascita di entrambi a Sutera.

Prendo così contatti con Padre Pino Ponte, che benedirà il mio cammino, insieme a Vangelo, costituzione e Mille fili di cotone bianco. In verità avevo cercato sponsor per unire fisicamente con un filo tutta l'Italia, ma non ho trovato nessuno disposto a sponsorizzarmi, a nessuno interessava la mia missione, è stato meglio così, mi sono preso due matasse di fili di cotone che giacevano in negozio a Ciriè per legare i palloncini, 2 matasse da 500 fili cadauno. 

Padre Pino Ponte
                                                                                                                              ...Poi Più avanti ho collegato i mille di Garibaldi, un filo per ogni garibaldino. Straordinarie erano i segni che si susseguivano come per incanto e stupendomi e meravigliandomi ogni volta. Tutto si collegava come una rivelazione continua. Chi avrebbe potuto benedire questa mia missione se non un eletto, il nome Ponte come un mezzo che fa da Ponte  tra il Cielo e La Terra, come un arcobaleno, e Giuseppe il nome del Padre di Cristo il Nazzareno e l'Emanuele. 
Ci accordiamo che dopo la celebrazione della Santa Messa delle ore 9,30, avrebbe benedetto il mio cammino. Così fu, il giorno dopo venne in chiesa una giornalista del quotidiano "Marsala C'è" che ha pubblicato il giorno dopo un articolo sul suo giornale. Così mi avviai  dopo la benedizione verso la prima tappa, Calatafimi Segesta. Tutta in salita, Marsala Salemi  40 Km con un dislivello di  500 metri.    Parto dalla Chiesa della Matrice di Marsala, mi dirigo verso est, direzione Salemi, ho uno zaino affardellato do oltre 20 kg, un computer portatile, una macchina fotografica e un telefonino. Percorro 6 km. e mi trovo in periferia, un grande edificio sulla destra, faccio una terza sosta, nonostante il mio allenamento comincio a sentire la fatica, mi siedo su un muretto. 

I mille fili di cotone bianco
Durante la pausa una chiamata sul cellulare, è Regina da Roma, un'amica giornalista nel mondo della moda, mi chiama e mi chiede se sono in negozio, gli rispondo che come le avevo anticipato sarei partito da Marsala e l'avrei raggiunta a Roma il 30 aprile, allora lei mi rispose che credeva che  fosse un pesce d'aprile, gli dissi di prendere il quotidiano "La Repubblica" così avrebbe letto che stavo facendo sul serio. dopo di che mi raggiunse una seconda telefonata, questa volta anonima: Pronto risposi, mentre lei mi diceva: "Ciao Franco", le chiesi chi fosse, ma mi rispose che non era importante chi fosse, ma che era invece importante quello che stavo facendo, perchè era già stato scritto prima della mia nascita. Sopraggiunse ancora dicendomi: "Raggiungerai la meta che ti sei prefisso, perchè insieme a te ci saranno tutti I Santi, gli Arcangeli i Cherubini e i Serafini, il Paradiso sarà con te". Proseguì: starai molto attento a quello che ti succederà lungo il cammino, i segni che ti saranno rivelati, e accetterai tutti i passaggi che ti saranno offerti, perchè avranno dei messaggi da darti, E toccherai sette chiese per sette settimane e sette domeniche, e in queste chiese ti saranno rivelati dei segni molto importanti CHE TU DOVRAI COGLIERE. Riprendo lo zaino sulle spalle è leggero come una piuma, riparto in quarto verso Salemi.  

lunedì 26 dicembre 2011

franco


































































 La prentazione del libro avrà luogo il 19 marzo 2012 al Teatro della Concordia in Piazza Michelangelo a Venaria Reale alle ore 21.00



















French experience of my book "franco"

La copertina del libro autobiografico romanzato in cui si raccontata una storia, la storia di un uomo, il cui destino è già segnato prima della sua venuta su questa terra. Come ognuno di noi nasce, non per caso, ma per assolvere ad un compito ben preciso e profetico; lasciandosi trasportare dagli eventi, dietro i quali, il mistero si manifesta nella sua totalità, raccoglierà i messaggi divini per annunciarli al mondo. Nulla nella nostra vita è a caso, facendo molta attenzione, liberandoci da ogni pregiudizio, da ogni  preconcetto, da ogni attaccamento materiale e spogliandosi di tutto, come per incanto, un mondo nuovo e ignoto si scoprirà all'orizzonte. Un nuovo mondo, un orizzonte di luce infinita che illumina il futuro cammino fino alla fine dei nostri giorni su questa terra, per raggiungere l'eterna infinita vita rivelata nello Spirito con l'abbandono del corpo già su questa terra.

venerdì 4 novembre 2011

Faida Gargano: 14 anni di galera al «criature»



MANFREDONIA - Condannato a 14 anni di reclusione per omicidio con l’aggravante delle finalità mafiose Enzo Miucci, ventisettenne manfredoniano, parente dei Libergolis, ritenuto il conducente della motocicletta utilizzata dai due killer che la sera del 2 settembre del 2001 uccisero a Manfredonia Matteo Mangini, ventenne sipontino. Il giovane fu crivellato di colpi di pistola sotto i portici di via Gargano, nei pressi di un bar.

Per questo omicidio il 2 marzo scorso i carabinieri del reparto operativo hanno arrestato, su ordinanza di custodia cautelare chiesta dalla Dda, il secondo presunto killer, Angelo Gioacchino Grilli di 32 anni, ritenuto il passeggero della motocicletta.

Dell’omicidio Mangini - sarebbe stato ammazzato per contrasti nel mondo dello spaccio con il clan Libergolis - si parla anche nel maxi- processo alla mafia garganica: la corte d’assise di Foggia nel marzo 2009 ha inflitto l’erg astolo a Franco Libergolis, 31 anni, quale mandante dell’agguato. Peraltro lo stesso Enzo Miucci è stato a sua volta coinvolto nel maxi- processo alla mafia ed assolto in via definitiva dall’accusa di essere affiliato al clan Libergolis.

LA SENTENZA - La sentenza di condanna a 14 anni nei confronti di Miucci è stata pronunciata al termine del processo abbreviato chiesto dalla difesa e che ha comportato lo sconto di un terzo della pena, dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale per i minorenni di Bari.

All’epoca dell’omicidio Mangini, Miucci era minorenne: avrebbe compiuto 18 anni un mese e mezzo dopo l’agguato, il 16 ottobre 2001. Miucci è stato riconosciuto colpevole di concorso in omicidio premeditato aggravato dalle finalità mafiose perchè Mangini sarebbe stato eliminato per favorire il clan Libergolis.

Il pm ne chiedeva la condanna a 17 anni di reclusione, il difensore l’assoluzione: farà appello contro il verdetto di primo grado. Miucci nonostante la condanna è a piede libero: nei suoi confronti c’era stata una richiesta di arresto respinta nel 2009 dal gip del Tribunale per i minorenni, sul presupposto che non ci fossero esigenze cautelari visto che i fatti contestati risalivano a 8 anni prima.

LIBERO, MA IRREPERIBILE - Enzo Miucci (che nell’inchiesta sulla mafia garganica veniva indicato con il soprannome «u’ criature») è quindi un uomo libero, anche se da 10 mesi se ne sono perse le tracce. Sparì dalla circolazione nel maggio 2009, pochi giorni dopo l’omicidio di Andrea Barbarino , il paralitico amico dei Libergolis e assolto nel maxi- processo alla mafia, ammazzato a Manfredonia da due killer mentre era sulla sedia a rotelle nei pressi di casa.

Qualche giorno dopo l’omicidio di Barbarino, Miucci (bene rimarcare che è estraneo a quel delitto) sparì dalla circolazione. Un familiare ne denunciò anche la scomparsa ai carabinieri e fu lo stesso... scomparso qualche giorno dopo a contattare gli investigatori, spiegare che non c’era nulla di strano nel suo allontanamento, avendo soltanto deciso di allontanarsi da Manfredonia. Fatto sta che da allora non è stato più visto o controllato dalle forze dell’ordine.

PADRE UCCISO PER FAIDA - Enzo Miucci è il figlio di Antonio, il cognato di Ciccillo Libergolis ammazzato a Monte Sant’Angelo il 14 agosto del ‘93 nell’ambito della faida tra i Libergolis e gli Alfieri/Primosa. Per l’omicidio di Antonio Miucci fu arrestato, processato e assolto Michele Alfieri, il giovane montanaro ucciso nel gennaio scorso a Monte Sant’Angelo davanti ad un bar.

L’AGGUATO A MANGINI - Quali elementi hanno portato ora alla condanna di Enzo Miucci per l’omicidio Mangini? Gli stessi posti alla base del provvedimento di cattura che il 2 marzo scorso ha portato in carcere Angelo Gioacchino Grilli. Il padre di Matteo Mangini parlò con un conoscente presente sul luogo dell’agguato e registrò il colloquio all’insaputa dell’interlocutore. Il testimone avrebbe rivelato al padre della vittima d’aver riconosciuto sulla moto dei sicari Enzino Miucci alla guida e Angelo Grilli seduto dietro.

La difesa di Miucci ha replicato che i due killer di Mangini avevano il casco da motociclisti e che il testimone, sentito in corte d’assise nel maxi-processo alla mafia garganica, aveva escluso d’aver potuto riconoscere i due sicari proprio perchè agirono con il volto coperto. Un altro degli elementi d’accusa contro Miucci e Grilli è rappresentato dalle intercettazioni ambientali eseguite sull’auto di Franco Libergolis, condannato all’ergastolo quale mandante dell’omicidio Mangini.

Parlando con un amico, Libergolis avrebbe detto che Miucci e Grilli si erano esercitati su una moto in vista dell’agguato ai danni del rivale.

mercoledì 26 ottobre 2011

123 anni fa, il 26 ottobre 1888 nasce a Mussomeli (CL) Fra Nazareno Scolaro Fratello di mio nonno paterno Vincenzo,e quindi zio.


Santuario S. Maria di ValVerde
Padri Agostiniani Scalzi

VALVERDE (CT) 

FRA NAZARENO SCOLARO
Nato a Mussomeli ma registrato a Sutera per non generare scandalo nel paese natio, il 26 ottobre 1888,
cresciuto a Mussomeli (CL), morì a Valverde (CT) il 17 giugno 1970, dopo essere stato per più di 40 anni il sacrestano e il custode del Santuario.

Monumento di FRA NAZARENO SCOLARO  nella piazza del
SANTUARIO S. MARIA DI VALVERDE

E' stato eretto a ricordo del Terzo Centenario dell'affidamento giuridico della Parrocchia del Santuario agli Agostiniani Scalzi
Piazza del SANTUARIO S. MARIA DI VALVERDE (CT)

Dalle memorie di Padre Lorenzo Sapia di Mussomeli, custode oggi del Santuario insieme a Padre Salvatore Salvaggio e a Padre Cherubino



Ricordo quando l'incontrai per la prima volta: 19 dicembre 1051. Lo scoprii umile e dimesso, silenzioso e disponibile. La sua presenza non si notava. ma il suo volto era segnato dalla presenza di Dio. Emanava una grande serenità e, a guardarlo bene, aveva il fascino dell'eternità. Aveva gli occhi che ti davano fiducia e ti prendevano il cuore.
Il suo sorriso ti conquistava, quasi una realtà fuori dal tempo, anche se lui, più che mai, viveva nel "suo" tempo e nella "sua" storia; ma il suo tempo e la sua storia erano il tempo e la storia di Dio.
Il suo lavoro qui al Santuario, era quello di accudire alla sacrestia: accendere le candele, servire la messa, pulire, curare un po' tutto ciò che nel Santuario compete il servizio e la disponibilità all'accoglienza; poi, chiuso il Santuario, preparare da mangiare per la Comunità. 
Lo ricordo con il sacco sulle spalle andare a prendere il pane, spaccare la legna per cucinare e altri sevizi molto umili, ma quanto mai preziosi e forse, apprezzati in ritardo.
Il suo pregare era sincero. Quante Ave Maria passavano ogni giorno sulle sue labbra, provenienti dal cuore.  Non pregava per abitudine e tanto meno con superficialità. Il pregare lo sentiva dentro, come il bisogno di parlare continuamente con l'Infinito. Le persone umili e oranti avvertono la necessità do completare la verità nell'estasi del silenzio, mentre il loro cuore si smarrisce nella donazione del proprio essere. 
Chi entrava nel Santuario, al tempo di Fra Nazareno, lo poteva vedere, in ginocchio, nella navata piccola, con il rosario tra le mani, quasi estatico, con gli occhi verso la Madonna, o leggermente socchiusi, meditare e assaporare le sue Ave Marie. La gente lo vedeva e amava la sua semplicità, lo cercava, si raccomandava alle sue preghiere. Voleva bene a tutti. Il suo desiderio era il risveglio di Dio nel cuore dell'Uomo e in tale direzione trovava il suo stare con se stesso, quasi un continuo pensiero alle cose che non passano.
Il suo carattere e la sua vera personalità sono state mirabilmente ritratti nel monumento in bronzo collocato in Piazza del Santuario.
Il significato di un tale monumento è tramandare il messaggio del silenzio nel servizio del sorriso come capacità di amare che va al di là di qualunque ideologia o condizionamento umano.
Nel monumento, Fra Nazareno viene raffigurato con l'indice della mano destra che indica il Santuario, quale invito ad andare dalla Madonna, mentre nella mano sinistra tiene il rosario: il suo grande amore verso la Madonna. Ai piedi, un gatto nero che, nella tradizione di questo umile religioso lo seguiva dovunque andasse.
Fra Nazareno e un dono di Dio e questo monumento vuole mettere in risalto anche un tale significato.
Sulla Piazza del Santuario, nella sua semplicità, sembra dire le parole di Gesù: "Se non diventerete come bambini, non entrerete nel Regno di Dio". Un grande insegnamento per tutti noi che vogliamo apparire grandi. In verità l'umiltà e la semplicità ci avvicinano a Dio e agli uomini. In fondo è questo il vero messaggio del nostro Fra Nazareno.

martedì 25 ottobre 2011

Domani 26 Ottobre 2011 porterà a Bruxelles in esclusiva mondiale l'Agenda di "Silvio Berlusconi" per sanare i conti dell'Italia


L'Agenda del Secolo che ha rimesso in ordine i Conti dell'Italia, un miracolo epocale il suo esordio. Azzeramento Totale del Debito Pubblico, Azzeramento della Disoccupazione. Compartecipazione nelle Aziende Cinesi, Indiane e Brasiliane, un flusso di energia potenziale si irradia nei cieli d'Italia. Sono passati 150 anni, ma l'Italia ne ha fatta di strada in questi ultimi giorni: "Vi pare?" 

La prima Agend of Bruxelles di Silvio Berlusconi in esclusiva Mondiale
Sentii poi un urlo dal  più grande piazzista del firmamento che sarà a Bruxelles per consegnare il miracolo del secolo, la sua prima agenda e da Lui firmata SB. L'agenda SB, prodotta e distribuita in esclusiva assoluta mondiale dalla sua Mondadori S.A. con sede a Vaduz, che ha riscontrato un miracoloso successo, un sogno economico epocale. La soluzione alla crisi e ai conti pubblici con l'azzeramento del debito pubblico e il rilancio dell'economia mondiale. 


Il nuovo Stabilimento Mondadori S.A. a Vaduz (Liechtenstein) 

Tant'è che la Mondadori ha acquisito tutti gli stabilimenti abbandonati da anni, in cui ancora da anni non si produceva più nulla,  da Nord a Sud e Isole comprese. 

Esquimesi della Groenlandia

Aborigeni dell'Australia

Indios dell'Amazzonia

Gli ordini giungono dalle terre più remote del pianeta: dagli esquimesi della Groenlandia agli indiani d'America, dagli aborigeni dell'Australia agli indios dell'Amazzonia.

Carovane di Cammelli

Africani con i loro elefanti a conquistare l'Agenda SB

Indiani con le loro canoe verso la Terra Promessa

Navigando tra oceani con le loro barche a remi

Viaggiano in prima classe

Come una profezia con le ali al vento migrano verso la Terra Promessa

 Con canoe,  zattere e barche a vela , 

a milioni sbarcano sulle nostre coste aperte

a portar manodopera a richiesta. 

Da Oriente a Occidente, 

da Sud a Nord attraversano l' Alpi, 

con elefanti e cammelli, 

con muli e asini cantando

La ormai canzon famosa  "O sole mio..." 

O sole mio in giapponese



“Poi udii il numero di coloro che furon segnati con il sigillo SB: centoquarantaquattromila, segnati da ogni tribù dei figli d'Italia: 
dalla tribù di Bari 
dodicimila;
dalla tribù di Firenze 

dodicimila; 
dalla tribù di Genova dodicimila;
dalla tribù di Milano dodicimila;
dalla tribù di Napoli dodicimila;
dalla tribù di Palermo dodicimila;
dalla tribù di Roma dodicimila;
dalla tribù di Torino dodicimila;
dalla tribù di Napoli 
dodicimila;
dalla tribù di Venezia 
dodicimila;
dalla tribù Nazionale 
dodicimila;
dalla tribù della Padania dodicimila. 



Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno potea più contare, 
di ogni nazione, razza, popolo e lingua. 
Tutti stavano in piedi davanti a quell'Agenda
 avvolti in vesti tricolore, e portando palme nelle mani.”





E' stato avvistato un ufo nei cieli di Jesolo
 che hanno saputo dell'agenda SB
rivendicano anch' essi la ormai famosa Agenda, 
e raccoglierla come prova di essere stati in terra. 
Aver  di famoso conosciuto il sogno, degli  italiani il sogno"Silvio Berlusconi" di fama planetaria e del firmamento. 

Un punto interrogativo s'aprì meravigliato 
Era solo aimè un'altra delle sue 
barzelletta strana ma verace 


e in cuor d'Italia ancor 
qualcuno tace.


Apriamo i nostri occhi all'orizzonte


che nulla è ancora perso di domani


Finanche forza e libertà di voce


permettono le nostre lingue di tagliare.


Anime e sangue il popolo ha donato


Di quest'Italia il mondo ci consegue

lunedì 24 ottobre 2011

Cuneo Pra d’Mill. : Giornate di meditazioni buddhiste



Padre Cesare Falletti monaco cistercense e Lama Rabsel monaco buddista -


 

Pra d’Mill, nella Valle dell’Infernotto, dal 28 al 30 gennaio accoglierà il monaco buddista Lama Rabsel che guiderà nelle tre giornate le meditazioni spirituali. Sabato pomeriggio Lama Rabsel e padre Cesare Falletti, priore del monastero cistercense "Dominus Tecum" di Pra d’ Mill, animeranno l’incontro «La mente e il pensiero».

Giornate di meditazioni buddhiste nella natura della Valle cuneese dell’Infernotto, e alla scoperta di se stessi è quanto propone il programma de «La ruota del Dharma» a Pra 'd Mill, Bagnolo Piemonte, nei giorni 28, 29 e 30 gennaio organizzato da Agriturismo Rifugio Pra d’Mill.

Giornate spirituali che si svolgeranno sotto la guida di Lama Rabsel, monaco buddista presso la comunità francese «Karma Tacin Lundrup» a Le Bost, creata nel 1992 dal grande maestro tibetano Lama Ghendün Rinpoce. Proprio in questo monastero, dal 1998 al 2001, Lama Rabsel ha compiuto il ritiro tradizionale di tre anni e tre mesi, sotto la responsabilità spirituale del XVII° Gyalwa Karmapa Thaye Dorge. Dal 2002 si dedica all'insegnamento della meditazione e del pensiero buddista sia in Francia che in Italia nonché all'accompagnamento dei praticanti desiderosi di compiere i ritiri spirituali sia nel più grande eremo buddhista in Europa, il «Dhagpo Kundreul Ling» che nel centro «Karma Mönlam Ling» in provincia di Udine.

Il programma avrà inizio venerdì sera 28 gennaio alle ore 21.00 con una presentazione introduttiva e una prima meditazione guidata. Proseguirà sabato 29 con 3 meditazioni guidate (ore 9.30, 16.00 e 20.30), mentre alle 14.30 si terrà l’incontro con Lama Rabsel e padre Cesare Falletti, priore del monastero cistercense «Dominus Tecum» di Pra 'd Mill, che interverranno in un dibattito sulla spiritualità dell’uomo, dal titolo «La mente e il pensiero», partendo dall'idea che ad accomunare Cristo e il Buddha ci sia lo stesso cuore. Come precisa Padre Cesare infatti: «La vita monastica – quando l’uomo si spoglia delle cose accessorie –, è uguale dappertutto».

Si concluderà domenica 30 con altre 2 meditazioni previste alle ore 9.30 e alle 17.00 sempre guidate da Lama Rabsel. 

venerdì 21 ottobre 2011

De Benedetti: querelo il ministro Romano, usa toni intimidatori


L'editore: "Perplessità di Napolitano nascono dai documenti pubblicati dall'Espresso"

De Benedetti: querelo il ministro Romano, usa toni intimidatori
Carlo De Benedetti
Roma, 21 ott. (TMNews) - Carlo De Benedetti querelerà Saverio Romano dopo il suo attacco per quanto pubblicato dall'Espresso sulle rivelazioni del pentito Giacomo Greco, secondo il quale il boss Bernardo Provenzano avrebbe "puntato" sul ministro.

"La 'seria riflessione' alla quale invita l'onorevole Romano dovrebbe piuttosto essere quella posta dal capo dello Stato al momento della sua nomina a ministro. Le perplessità del presidente Napolitano - ha dichiarato De Benedetti - nascevano proprio dalle indagini i cui documenti pubblica l'Espresso in edicola. Se il ministro pensa che tali accuse non siano fondate, non ha che da chiarire la sua posizione dinanzi ai magistrati di Palermo titolari dell'inchiesta. In quanto all'Espresso, è pronto a rispondere di ciò che ha scritto in tutte le sedi. Tirare poi in ballo l'Editore - che da parte sua provvederà a querelare il ministro Romano - è del tutto gratuito e testimonia la totale ignoranza delle dinamiche e dei rapporti che esistono in un gruppo editoriale indipendente in cui ogni testata gode di piena autonomia. In quanto all'appello finale, non possiamo non sottolinearne il tono intimidatorio che mal si addice a chi ricopra ruoli istituzionali e di governo".

"L'Espresso di questa settimana è una patacca tanto falsa da irritare persino i più bravi pataccari; sono indeciso se rivolgermi al giudice ordinario, o al nucleo anticotraffazioni dei carabinieri - ha attaccato oggi Romano - La loro macchina del fango al servizio di quella cupola mafiosa che vuole insediare un regime tecnocratico a Palazzo Chigi merita una seria riflessione sullo strapotere dei media e sulla loro capacita distruttiva".